RESILFOR (REstoring SILver-fir FORest)
LIFE08 NAT /IT/000371
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RICOSTITUZIONE DI BOSCHI A DOMINANZA DI FAGGIO ...

La presentazione si apre con il background del progetto, che vede a rischio le popolazioni autoctone di Abies Alba negli anni a venire a causa dei cambiamenti climatici che interesseranno l’Appennino, e che porteranno a significativi incrementi della temperatura media annua e ad una riduzione delle precipitazioni.

Pur mostrando una buona base genotipica per rispondere a tali cambiamenti, le popolazioni di Abies alba sono a rischio di forti riduzioni e perfino estinzioni poiché allo stato attuale si trovano raccolte in piccoli nuclei privi di un’efficace massa critica in grado di esercitare sufficiente resilienza.

Obbiettivo primario del progetto RESILFLOR è dunque la salvaguardia delle formazioni di faggio con abete bianco, tramite la realizzazione di nuovi nuclei in stazioni vegetative idonee per la resistenza e la futura ridiffusione della specie.

Obbiettivi secondari sono la ricostruzione di nuclei di Taxus baccata all’interno di formazioni di faggio con agrifoglio e il miglioramento dei siti riproduttivi di specie quali Salamandrina terdigitata, Bombina variegata, Rosalia alpina e Lucanus cervus.

La strategia RESILFLOR parte dalla constatazione che le popolazioni lacunose presenti in Appennino non sempre possono essere conservate in situ, trattandosi spesso di soprassuoli senescenti e a volte inseriti a margine di impianti artificiali di dubbia provenienza.

Questo rende queste popolazioni estremamente a rischio nel caso per esempio di una serie di annate siccitose.

RESILFOR mutua le tradizionali tecniche di conservazione ex-situ che sono state portate avanti attraverso parchi cloni appositamente realizzati a partire dalle piante madri di origine indigena.

Attraverso le tecniche di innesto è possibile riprodurre cloni fruttificanti delle piante madri vetuste e prolungare nel tempo la sopravvivenza del genotipo.

Il ciclo di progetto per l’Abete bianco prevede la raccolta di marze e il successivo innesto.

Con la piantagione di questo materiale si avvierà poi un processo di diffusione naturale per seme da parte dei primi cloni impiantati.

Per il Taxus baccata invece si procederà con la riproduzione per talea e la successiva piantagione in micro collettivi in foresta.

A questi interventi sulla vegetazione si uniranno la realizzazione di piccoli sbarramenti lungo i corsi d'acqua atti a garantire la salvaguardia delle specie di anfibi autoctone e l'incremento di alberi morti in piedi e alberi habitat attraverso la realizzazione di cercinature su piante ben esposte per la conservazione degli insetti xilofagi.

Per quanto riguarda la storia del progetto, questo nasce come prosecuzione di un primo progetto LIFE nel Pigelleto/Monte Amiata sulla conservazione dell’Abete bianco, estendendolo ad altri siti di intervento: IT5180002 – Foreste alto bacino dell'Arno, IT5180018 – Foreste di Camaldoli e Badia Prataglia IT5310010 – Alpe della Luna Bocca Trabaria IT5340008 – Valle della Corte IT5190013 – Foreste del Siele e del Pigelleto.

Il progetto si basa sul partenariato tra la Comunità Montana Amiata Val d’Orcia (CMAVO) in veste di Beneficiario coordinatore, e la Comunità Montana del Casentino (CMCASE), la Regione Marche (REMA), il Centro Ricerca per la Selvicotura (CRASEL) e la D.R.E.Am. Italia (DREAM) come beneficiari associati.

Sub-conrtaenti risultano l’Università di Siena e l’Universtià di Ancona, l’Agenzia Servizi Settore Agroalimentare delle Marche e Floroamiata.

Le azioni preliminari da realizzare entro il 2011 sono: caratterizzazione ecologica delle popolazioni autoctone dell’Appennino e indagini storiche, indagini genetiche su Abies alba e monitoraggi ante-interventi.

Le azioni sul campo si realizzeranno entro il 2012 e saranno: Raccolta e propagazione 9.000 piantine di Abies alba da innesto e 9.000 da seme, Reintroduzione Abies alba per Microarboreti (70 ha), Sostituzione di impianti artificiali con faggeta-abetina di origine autoctona (25 ha), Interventi di controllo abete Alloctono (20 ha), Ricostituzione di faggete con Taxus (20 ha), Interventi a favore specie animali (Salamandrina terdigitata, Bombina variegata, Lucanus cervus, Rosalia alpina) (40 ha e 10 siti).

Tutte queste azioni porteranno alla disseminazione dei risultati e saranno gestite e monitorate dagli organi beneficiari.




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Modificato il 2010-12-15
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