RESILFOR (REstoring SILver-fir FORest)
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LE FAGGETE CON ABETE BIANCO DEI MONTI DELLA LAGA

Viene presentato il territorio su cui verrà attuato il progetto RESILFLOR nelle Marche, ovvero sulle faggete con abete bianco e tasso nei Monti della Laga, situati al confine tra Marche, Lazio ed Abruzzo.

Nel Sistema di Terre IPLA la zona è classificata come Flysch terrigeno,costituito da una successione di sedimenti torbidici silo clastici denominata “Formazione della Laga” che appartiene al membro post-evaporitico rappresentato da litotipi pelitico-arenacei in cui si intercalano orizzonti arenaceo-pelitici.

L’arenaria mantiene elevata umidità (scarsa permeabilità).

Per quanto riguarda il clima, il macroclima è temperato, termotipo mesotemperato superiore e ombrotipo umido inferiore.

L’andamento pluviometrico registra un deficit da metà luglio a inizio settembre, con un andamento delle precipitazioni di tipo sub-equinoziale autunnale.

I monti della Laga, insieme ai Monti Sibillini, alimentano il bacino idrografico del fiume Tronto, che presenta una superficie boschiva del 45%.

Di queste forseste, il 41% è costituito da querceti, gli orno-ostrieti/ faggeti sono il 15% e il 10% sono invece castagneti.

Per le faggete, che coprono l’8% della superficie boschiva regionale delle Marche, la proprietà è divisa tra privati (34%) proprietà collettive (40%) e proprietà pubblica (26%).

Per quanto riguarda le faggete presenti sui Monti della Laga, appartengono principalmente ai tipi di faggeta mesoneutrofila, mesofila submontana, eutrofica e acidofila.

La gestione pregressa dei boschi in questione è stata notevole, in quanto distretto forestale importante sia per fustaie che per l’assiduo uso del ceduo per produrre carbone.

L’attuale struttura delle faggete presenta cedui abbandonati da oltre 60 anni, notevole capacità di accrescimento del faggio, interventi di conversione a fustaia coetanea e presenza abete bianco in diffuso stato di sofferenza.

Per quanto riguarda l’abete bianco, si hanno tre zone di interesse, una sul versante teramano (Monti della Laga e lago di Campotosto) e due nel settore marchigiano (Monte Comunitore e Valle della Corte).

Il settore teramano si sviluppa ad altitudini comprese tra 1100 e i 1300 m s.l.m. e si hanno faggete acidofile varianti ad abete bianco.

Nel settore marchigiano invece si ha diffusione su altitudini di 1300-1600 m s.l.m. anche qui con faggete acidofile varianti con abete bianco. Inoltre si hanno faggete quasi in purezza con abete bianco a nuclei e sporadicamente Sorbus Aucuparia e Populus Tremula.

Indagini preliminari e studi sull’accrescimento dell’abete hanno messo in evidenza la situazione attuale dell’abete bianco, che si riassume con la presenza di piante assimilabili a due clasii cronologiche: esemplari sporadici secchi e di grandi dimensioni e nuclei di rinnovazione, in parte aduggiata dal faggio, ma con alcuni esemplare che alle volte superano il piano dominante del faggio. Priorità e settori di indagine da approfondire sono dunque: indagini strutturali-funzionali su abete bianco e suo ruolo nelle faggete, appurare la presenza di eventuali patogeni, analisi dendroclimatica e genetica e la necessità di intervenire con urgenza per liberare localmente l’abete dalla concorrenza del faggio.

 




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